Come al solito ogni anno è un rincorrere quello precedente, ho ascoltato quasi più roba del 2011 che del 2012, Sandro Perrie Wye Oak i grossi recuperi del 2011.
Comunque st'anno è andata così.
10+1 come (quasi) sempre.
10+1
Callmekat
When the River turns black

10
Rover
Rover

Jack White
Blunderbuss
Diciamo la verità ci aspettiamo di più da zio Jack, certo che la media è alta, molto alta, ma questa è la pena di chi ci abituati al meglio ogni volta. Blunderbuss è il classico disco alla Jack White: blues, rock anni '70, garage e rock'n'roll, tutto mischiato insieme, con un bellissimo uso degli arrangiamenti e con grande rispetto verso i classici. Tutto è molto bello, tutto funziona ma.... Comunque un posto per zio Jack ci sarà sempre finche farà dischi così.
Dirty Projectors
Swing Lo Magellan
Della serie non lo capisco, ma non riesco a smettere di ascoltare. Incredibilmente complesso, quanto altre volte di una semplicità disarmante. Prendete una canzone pop, orecchiabile, dalla struttura semplice, ora distruggetela, metteteci dentro tutto e il contrario: soul, psichedelia, rock, folk, blues e chi più ne ha più ne metta.
Ecco questo è quello che fanno i Dirty Projectors.
7
Father John Misty
Fear Fun
L'ex batterista dei Fleet Foxes ci prova da solo, e fa proprio bene. Abbandonati i suoni della sua ex band, ci prova con un disco infarcito di riferimento al folk anni 60, richiami alla psichedelia, al soul e al country, tutto il repertorio del classico a stelle e strisce.
Un album passionale e colorato.
6
Michel Kiwanuka
Come Home
Le cose semplici sono sempre le migliori. Una voce, una chitarra e tanta passione. Ecco di tutto questo è fatto il disco di Kiwanuka, con l'aiuto dei Dan "Black Keys" Auerbach in produzione, quello che ne viene fuori è un gioiellino blues di questi anni.
5
Beach House
Bloom
Formula che vince non si cambia. Anzi questo disco sembra ancora più definito e preciso nel suo essere sognante ed etereo. Tutto è curato in maniera minuziosa costruendo un suono divenuto riconoscibile e unico.
Dream pop in versione neoromantica.
4
Django Django
Django Django
Rischiano grosso i quattro inglesi, buttano nel calderone ogni tipo di influenza inimmaginabile, col rischio di farla fuori dal vaso. Invece fanno centro e alla grande, un album fresco che sprigiona potenza da ogni canzone.
Sembrano gli Hot Chip catapultati nel bel mezzo di un film western.
3
Cat Power
Sun
La gatta è tornata, e stavolta niente fusa, stavolta si graffia. Vedi i Rapture dell'anno scorso, nessuno credeva in Cat Power, destinata ad un lento declino di lagna folk-rock. Invece eccola che ti spiazza, con un disco di una potenza incredibile, pieno di dolore e vita.
Bentornata Cat
2
Grizzly Bear
Shields

Dopo tre anni dal meraviglioso Veckatimest, tornato i Grizzly Bear puntando ancora più in alto. In questo disco abbandonato le trame soffuse, puntano sulla potenza e sulla complessità.
Un disco che cresce ascolto dopo ascolto.
1
Alt-J
An Awesome Wave
Qualcuno ha detto che rappresentano lo stereotipo dell'indie peggiore: un calderone di suoni dove il risultato è piatto e insipido. Sarà pure vero, ma sto disco funziona alla grande e non riesco a smettere di ascoltarlo. E a me questo basta e avanza.