Consiglio la lettura di questo "saggetto", scritto da Luigi-Alberto Sanchi.
M. Cattelan. La nona ora. 1999Cito dal libro:
"Questo capitolo non vuole essere un ridibile fai-da-te dell'eversione antivaticana. Il punto che vorrei innanzitutto porre in luce è l'inutilità del metodo violento in questa peculiare battaglia. la centrale cattolica romana non chiede di meglio che delle vittime o dei martiri. Fanno parte della loro tradizione. Ed ogni volta che la supremazia della Chiesa romana è stata messa in forse (sette ereticali socialisti) essa oltre ad usare il pugno di ferro ogni volta che ha potuto, ha provveduto prontamente a nominare un adeguato numero di "santi martiri" corrisponddente ai propri caduti nelle varie lotte. Il martirio da nuova linfa ai ranghi sempre più sguarniti dei miliziani cattolici ed il Vaticano sa perfettamente come sfruttarlo con la sua possente macchina propagandistica."
"Un divorzio ta Italia Vaticano, tra italiani e papa è dunque possibile e auspicabile. con questo non si eliminerà il Potere i quanto tale , ovviamente. Esso esiste ed esisterà ancora per un bel pezzo. Non sitratta di una battaglia radicale anarchica per rigenerare l'umanità, ma solo di ridurre al minimo il retaggio feudale, ultimo bastione delle teorie medievali sulla supremazia telogica del Capo assoluto dei credenti. Perchè nell'Italia del Duemila debbono ancora sopravvivere nei confronti del papato, pratiche arcaiche quali l'omaggio, il vassallaggio ed il contributo gratutito? Perchè si lascia ancora alla centrale vaticana l'appannaggio di tanta parte del patrimonio artistico e culturale, dell'organizzazione scolastica ed uiversitaria, delle biblioteche?"