venerdì 13 giugno 2008

Carrie Bradshaw knows good sex


Dopo 94 episodi suddivi in

1 Serie (8)
2 Serie (7)
3 Serie (8-9 )
4 Serie (7-8)
5 Serie (6)
6 Serie (8)

visti in un mese, dei quali alcuni erano la terza o quarta volta che li vedevo, considerando i 140 minuti del film, la mia domanda è:

Io conosco good sex o dovrò applicarmi con questa Carrie Bradshaw?
Il film è veramene delizioso, un classico film americano moderno, che ha dalla sua una scrittura brillante e dei personaggi ben delineati, alucune volte è un pò piacione, altre scontanto, ma il brio e il ritmo rimane costante per tutta la durata.
Loro poi sono sempre fantastiche(l'unico caso in cui più invecchiano più diventano fighe): Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte rappresentano quei personaggi alla perfezione con i loro pregi, tic e passioni.
Impossibile non amarlo per chi è un fan della serie.

mercoledì 11 giugno 2008

One Shot


How will I know what makes me feel a good man ?
is it stuff that I can keep from tellin you?
how will we know how it feels to be stone cold?
floatin’ way above the stars

a storm is blowing on fields of golden sands
try to stop it if you can
c’mon get in!
what looks so good can hurt so bad

now that we've learned about the feeling of being stone cold
we're floating way above the stars
what looks so good can hurt so bad

yessir i heard
but i feel my fingers just like icicles
yellow and blue

what looks so good can hurt so bad



(Yuppie Flu - Toast Master )

martedì 10 giugno 2008

Il Nerd che è in me

Non riesco a smettere di ascoltare Nude dei Radiohead suonata da un certo James Houston con:
  • Sinclair ZX Spectrum - Guitars (rhythm & lead)
  • Epson LX-81 Dot Matrix Printer - Drums
  • HP Scanjet 3c - Bass Guitar
  • Hard Drive array - Act as a collection of bad speakers - Vocals & FX
(pazientate per i primi 50 secondi)

Big Ideas (don't get any) from James Houston on Vimeo.

Sarà perchè anch'io avevo quello scanner.

by Inkiostro

venerdì 6 giugno 2008

Copio & incollo

La stagione musicale 2007/2008 è finita.
Restano pochi spiccioli da spendere.
Che per quanto importanti restano sempre spiccioli e dunque non saranno in grado di modificare il bilancio finale.
Che per quanto riguarda i concerti è stato abbondantemente negativo.
Tutti si professano appassionati di musica.
Tutti hanno un blog che in un modo o nell’altro ha qualcosa a che fare con la musica.
E dopo i blog ci si è inventati altro per parlare ancora di musica.
Mi sono fermato ai myspace e non ho alcuna intenzione di capire che altra roba è stata brevettata per permettere alla gente di mettersi in mostra e di far sapere agli altri cosa si sta pensando e cosa si sta facendo, utilizzando la musica come pretesto figo (figo??).
Ognuno sente la necessità di esprimere il proprio illuminato e competente parere sulla musica, al cui ascolto a quanto pare tutti dedicano una buona fetta del proprio tempo (libero e non).
Qualunque negozio, supermercati compresi, ritiene necessario far ascoltare musica a chi ha la ventura di mettere piede al suo interno.
Ogni aperitivo è disturbato dall’intervento di dj più o meno qualificati.
Eppure della musica in realtà non gliene frega un cazzo a nessuno.

E' cambiato l'approccio.
Meglio ancora: l'approccio alla musica non è cambiato, la musica non è cultura e non è passione (almeno dalle nostre parti), ma semplicemente l'ultima canzone che serve a far tremare i vetri della macchina ferma al semaforo.
Questo era e questo ancora oggi è.
Siamo noi ad essere cambiati.
Noi che dell'ascolto della musica facciamo quasi una professione (di fede).
Noi che ci proclamiamo fieramente appassionati e ci crediamo (culturalmente) superiori alla massa.
Noi che siamo amici di tutti i musicisti che contano.
Noi che facciamo parte della la scena.
Anzi che siamo la scena, qualunque cosa questa parola significhi.
Noi che frequentiamo e facciamo vivere i locali che ci piacciono.
Noi che scarichiamo tonnellate di mp3 dalla rete.
E non ascoltiamo più musica.
Non ne abbiamo materialmente il tempo.
Ma soprattutto non ne abbiamo più voglia.
L'ascolto di una canzone basta.
Come possiamo giudicare se vale la pena andare oltre?
E allora per forza si finisce ad apprezzare solo quelle musiche che si agganciano direttamente a quanto già conosciamo, quelle che presentano caratteristiche immediatamente riconoscibili dal nostro orecchio in quanto già assimilate in precedenza.
Oppure quei motivi che per la loro facilità di struttura catturano immediatamente l'attenzione.
Sin troppo facile giungere alla conclusione.
Di un disco intero, l’album come si chiamava una volta, nessuno sente più il bisogno.
Anzi spesso viene considerato un inutile ingombro per l’hard disk del proprio computer.
Una perdita di tempo che rallenta la scoperta delle due, tre tracce che si reputano necessarie per l’ascolto.
Non sto qui a lamentarmi del fatto che nessuno compera più i dischi e a domandarmi che fine farà la musica.
Il formato mp3 mi fa letteralmente cagare, pur possedendo un i-pod ed utilizzandolo con una certa frequenza sono e resterò sempre assolutamente favorevole all’oggetto materiale considerandolo insostituibile.
Punto e basta.
Questa storia non mi interessa più.
Problemi di altri.
Qui volevo solo provare a trovare una motivazione al cattivo esito della stagione concertistica che si va a concludere.
Al Covo, locale che prendo ad esempio in quanto vicino a me geograficamente nonché punto di riferimento per chi ascolta e suona la “nostra” musica, quest’anno è stato protocollato un unico sold-out (Shout Out Louds).
Sempre al Covo al venerdì, serata decretata vincente per il dance floor alternativo, si sono registrate code costanti e assai consistenti praticamente tutte le settimane.
L’importanza della canzone contro l’interesse verso la musica.
Meglio ballare che fermarsi ad ascoltare.

Qualcuno potrebbe ribattere che per i concerti si è mobilitato un pubblico mediamente esiguo perché nel corso di questa stagione non sono usciti dischi interessanti e di conseguenza non sono passati tour di gruppi di livello.
Secondo me no.
Sono usciti dischi interessanti e sono transitati gruppi più che interessanti.
Ma in pochi li conoscevano, nonostante la odierna facilità di accesso a qualunque tipo di conoscenza.
E chi li conosceva magari aveva altro di meglio da fare.
Non riesco ad immaginare cosa ci sia di meglio da fare che andare a vedere ed ascoltare un interessante (almeno sulla carta) band che suona dal vivo, però magari sì, può essere.
Magari quel qualcuno era impegnato in tavole rotonde apparecchiate per decidere quanto bello o brutto fosse il nuovo disco dei Baustelle o quanto rivoluzionaria fosse la modalità di ingresso sul mercato dell’ultimo Radiohead.

E’ che un tempo per noi questa era una missione.
Ora non è più così.
E’ semplicemente un hobby che però si decide ancora di far apparire come la cosa più importante (o quasi) della nostra vita.
Questa storia io la intendevo diversamente.
L’attitudine, cazzo.
L’ATTITUDINE!
Evidentemente è un problema solo mio, quindi non fateci caso.
Continuate a ballare, che tanto io faccio il diggei.
Anche.

Da http://sniffinglucose.blogspot.com/

giovedì 5 giugno 2008

Vorrei lavorare qui.




Per capire meglio questo delirio leggete questo articolo.
QUI per vederne altri.

mercoledì 4 giugno 2008

Breaking/strangemusic/news

Basta tanto poco per iniziare bene la giornata.


Uscirà in agosto per Jagjaguwar il primo capitolo della trilogia Thank Your Parents a firma Oneida. Frutto di tre anni di lavoro, Preteen Weaponry è formato da tre parti da ascoltare insieme e in ordine rigoroso. Registrate in momenti differenti e con differenti stati mentali ma in un unico giorno, le parti sono strumentali e vi hanno contribuito tutti i membri, passati e presenti, del gruppo. Il secondo capitolo della trilogia, di cui questo disco costituisce un'introduzione, sarà un album triplo dal titolo Rated O/i> e uscirà all'inizio del 2009…
(come posso non amarli)



Damon Albarn sta per pubblicare un disco ancora senza titolo, probabilmente a suo nome: di certo c'è che nella relizzazione sono stati coinvolti decine di musicisti, tra cui un'intera orchestra, oltre a un coro cinese di 100 elementi!


Settembre vede anche il come back degli Okkervil River con il seguito di The Stage Names, The Stand Ins previsto per il 9 in America e poco dopo in Europa. 11 pezzi in uscita sempre su Jagjaguwar, prodotti dalla band stessa e da Brian Beattie e che vede la partecipazione, tra gli altri, di Jonathan Meiburg degli Shearwater in un duetto con Will Sheff. Il disco è un vero e proprio sequel, composto di pezzi che non erano riusciti ad entrare nel precedente…

lunedì 2 giugno 2008

Pop-Fe(i)st

1

2

3

4

5

6

9 or 10
money can’t buy you back the love that you had then.
oh, oh, oh,
you’re changing your heart.

domenica 1 giugno 2008

Poche Parole.

IL DIVO



IL GENIO


Cassius - Toop Toop


Found at skreemr.com

Fottuto Genio, direi